Lecce senza il Barocco

Lecce senza il Barocco

Molte volte sono stato in questa Città meravigliosa che è Lecce e ogni volta sono rimasto incantato dalla luce dorata del sole, dal colore giallo tipico della pietra leccese e mi sono perso nei vicoli, tra i decori del Barocco che adorna ogni facciata e ogni monumento che si incontra. Ne ho studiato ogni pietra, ogni ombra e ogni piazza.

Ma in un pomeriggio di Maggio, ero a Lecce per lavoro (quello “normale” 🙂 ) ed ho voluto passeggiare nel borgo cittadino guardandomi intorno con nella mente i versi di Claudia Ruggeri, poetessa napoletana che dedica a Lecce la poesia riportata sotto e farmi rapire dalla vitalià di una città operosa, devota, ricca di gioia e tradizioni per costruire questo racconto di 18 immagini che ne esaltasse il calore e l’ ospitalità schietta.

 

CLAUDIA RUGGERI

Il giogo del calcinaccio
nella pietra porosa.
La brusca decisione
dei Cristi
nelle chiese.
L’invito soffocato
delle braccia bloccate
del teatro.

Il triste soliloquio
del santo nella piazza ed
il continuo mescere
le frasi
dei contadini
in beghe del tuo foro.
Il limite di vigne
e di contrade
spaccate dalle preci
di donne nere
e gonfie.

E le vocianti truppe
dei sapienti guerrieri
espugnano e violentano
la tua fertilità e
ti allontanano
sterile e secca nel tuo alibi.

Un lento accordo di pietra
e di divino;
di tabernacoli gonfi di sospetti
nelle silenti strade
che menano a quel Refe
che ti lega
indissolubilmente ti stringe
contro il petto del sole.

Un sole che ti lascia
Strana, mentre vorace;
sui tuoi carmi
continua a banchettare.

 

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