TERLIZZI – la festa maggiore

TERLIZZI – la festa maggiore

Terlizzi era una piccola Civitas quando si suppone che all’inizio del XI sec. in Subereto (Sovereto), luogo sull’Appia-Traiana a tre chilometri da Terlizzi e a otto da Bitonto, avvenne il ritrovamento di una icona bizantina della Vergine con Bambino detta appunto Madonna di Sovereto.

La leggenda del ritrovamento narrata da uno scrittore bitontino agli inizi dell’Ottocento, vuole che durante una giornata al pascolo, un pastore assopito all’ombra della macchia fosse stato richiamato dal belare lamentoso di una pecora e che andato in soccorso l’avesse ritrovata con una zampa incastrata in un crepaccio.

Appena liberata la pecora dal crepaccio vide un grotta sotterranea e al lume di una candela potè scorgere una immagine di Madonna, diffusa la notizia i due paesi si ritrovarono presto a scavare con vanghe e picconi finchè non venne alla luce un altare e la sua icona.

A questo punto nacque la questione del possesso della sacra immagine e la sorte fu affidata alla forza di due buoi indomiti che avrebbero tirato un carro con la sua icona restituendone il possesso al territorio verso cui si fossero diretti.

Tutti e non solo i “forestieri” o i “ciaonee” siamo diventati negli anni viscerali (e aggiungerei orgogliosi) ammiratori di questa maestosa macchina da festa che è il carro trionfale.

La Festa si svolge ormai secondo uno schema tradizionale per cui i figli apprendono dai padri, ma in questo caso la tradizione non è semplice conservazione ma forza perenne attraverso cui la comunità mantiene nel tempo gli usi e i costumi di fede e folklore che sorreggono nella prima settimana di agosto un calendario di tre giorni fitti di eventi ma che si sviluppa in un succedersi di appuntamenti che impegnano diversi momenti dell’anno (vedi anche festa del 23 aprile e tutte le processioni di trasferimento dell’icona da Sovereto verso Terlizzi e viceversa) e che prendono origine dalla leggenda ancestrale narrata sopra.

Così anche in questa edizione 2015 ero lì stipato tra la gente a godere ogni attimo di questa manifestazione di gioia e sacralità, cercando con gli occhi del Terlizzese di fissare i momenti che raccontano il sacro e profano che convivono in questi tre giorni di Agosto.

 

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